Vorrei che fossi (ancora) tu

Quiproquo.

La descrizione migliore possibile per questi libri (Vorrei che fossi tuVorrei che fossi ancora tu) è racchiusa in quest’unica parola.

Quiproquo, nome m. : prendere qualcosa al posto di qualcos’altro o prendere qualcuno per qualcun altro.

Sarebbe dovuto essere un romanzo rosa (con sequel). La grande difficoltà nei romanzi rosa è mantenere una storia solida, proporre un itinerario, un percorso ai personaggi e non farli girare in tondo. È molto difficile avere una buona storia che rimanga sullo sfondo, che faccia da pedana ai personaggi senza distogliere l’attenzione del lettore dalle loro personalità che sono in fondo il cuore di ogni romanzo rosa.

In questi libri, Lorenza Bernardi conserva questa caratteristica del romanzo rosa che Vorrei che fossi tu potrebbe sembrare: le personalità forti, la centralità dei personaggi. Tuttavia, l’elemento che rende il romanzo così spettacolare, ciò che dà quella sensazione di empatia con ogni singolo personaggio è la presenza di quiproquo.

I quiproquo sono simili agli equivoci, solo che per che ci sia un equiVOCO è necessaria la VOCE, una parola compresa male; mentre un quiproquo può nascere da qualunque cosa, ed è reso esilarante dal fatto che l’autore del quiproquo spesso si auto-convinca della presenza di qualcosa di più complicato di quanto sia in realtà, che si impedisca di vedere la fonte del quiproquo per ciò che in realtà è.

Il punto forte di questi romanzi è appunto il quiproquo. Il duplice, triplice quiproquo, peggiorato da ogni personaggio fino a diventare così ovvio da essere assieme ridicolo e esasperante, ma anche da permettere di vedere meglio nei personaggi, di capirli meglio, di entrare in sintonia. Sono romanzi straordinari, percepiti come specchi, con una tale affezione per i personaggi da sembrare di conoscerli personalmente.

Una lettura leggera, divertente e estremamente commovente.

Advertisements