Celeste & Celestino – Capitolo 5: Sale e zucchero

«Non ci credo.»

Silenzio.

«Insomma, che significa ‘non so cucinare’?»

Celeste sospirò. «L’arte della cucina, sai, assemblare ingredienti per ottenere un intruglio commestibile. Non lo so fare.»

Gisella si portò le mani tra i capelli.

«E ora? Chi prepara un dolce per la festa? Ci rimangono solo dieci ore e bisogna che la pasta si cuocia.»

«E ora chi se ne occupa?» gemette l’altra.

«Io no.» mise subito in chiaro Gisella. «Devo già consegnare la seconda metà dei costumi e non farei in tempo; tu non conti;» le lanciò uno sguardo truce «Ingrid deve addobbare lo scantinato…»

«Non è uno scantinato!» ribatté Celeste offesa «Ma per il resto non ti preoccupare. Al dolce penso io.»

«Ma…» senza lasciarle il tempo di ribattere, Celeste le sorrise in modo tutt’altro che rassicurante, aprì la porta e sparì. Rimasta sola nelle cucine, con il canticchiare di Ingrid che ritagliava i festoni nella camera adiacente in sottofondo, Gisella iniziò a fumare di rabbia.  «Non si può avere un attimo di pace con Celeste…» borbottò mentre radunava tutti i costumi che doveva ancora consegnare e usciva di casa a sua volta.

Celeste riusciva a creare guai dovunque andasse, e anche quando Gisella si convinceva che neanche Celeste potesse peggiorare la situazione, lei riusciva sempre a trovare il modo di attirare nuovi guai. Nei preparativi per la festa, Gisella era convinta avessero raggiunto il colmo quando Celeste aveva coinvolto nella sua follia anche Ingrid… e si era poi dovuta ricredere quando si era posto il problema delle misure per i costumi per i ragazzi…

 

«E dov’è il problema?» si meravigliò Ingrid rivolta a Celeste «Non hai che da chiedere a tuo fratello, Celestino.»

Gisella sentì un gelo diffondersi nella sala e si premurò di scaldare l’atmosfera incenerendo Celeste con lo sguardo.

«Ah… Ehm… Io n-non credo che Celestino possa aiutarci in questo,» tentò di salvarsi Celeste «lui è m-molto occupato a… preparare schizzi per la basilica, sì. E p-poi…»

Gisella alzò gli occhi al cielo e decise di intervenire: «E poi è troppo magro, i costumi cuciti con le sue misure non entrerebbero a un bambino.»

Mentre Celeste si illuminava con chissà quale idea per la testa, Ingrid provò a contestare: «Ma…»

«Niente ma,» interruppe Celeste «ho un’idea migliore.» afferrò il soprabito e iniziò a dirigersi verso la porta a passo di marcia «È ora di aggiungere un nuovo membro alla compagnia!» declamò in tono militare. Ingrid si precipitò per seguirla ridacchiando, mentre Gisella si dava una manata sulla fronte. Non prometteva niente di buono. Niente.

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