Celeste & Celestino – Capitolo 6: Baaaarti

Come sempre, Celeste aveva pensato di risolvere la questione del dolce a modo suo. Mentre Gisella si affannava a consegnare costumi a tutta la città, lei faceva visita a una vecchia amica…

«Emily!» esclamò in tono teatrale entrando dai battenti di legno nella cucina della taverna. Tutte le varie cuoche e cameriere del locale si girarono a guardarla basite. Dopo qualche istante di attontito silenzio, una voce squillante si fece largo nella cucina:

«Tesoooooro!» le si fece incontro a braccia aperte «al lavoro, voi altre!» disse con un vocione scherzoso alle cuoche che subito tornarono con la testa nei loro mestoli «Celestiiiiina, la mia piccola caaaaara!» esclamò stringendola in un abbraccio da orso «Cosa ti porta nel mio Regno?»

Dopo che la fanciulla le ebbe raccontato di come si fosse dovuta travestire da Celestino per coronare il suo sogno d’artista, di come ciò l’avesse portata a Roma e di come solo il giorno prima fosse venuta a conoscenza del nuovo reame della buona cucina che la sua amica aveva aperto nella capitale, le raccontò della festa di Natalia. E della torta.

«Oh povera picciiiina! Sei sempre stata un disastro ai fornelli!»

«Grazie, Emily» rispose con un sorriso sincero «Almeno tu mi capisci»

«Ma certo piccola miiiiia! Non preoccuparti per la torta: io sono molto occupata qui, ad amministrare il mio Regno, ma in compenso ho qualcuno da mandarti per prepararla quasi» sottolineò l’ultima parola con un’occhiata severa «quasi meglio di me…»

Emily si girò e strepitò verso la porta chiusa in fondo alle cucine: «Baaaaarti!», per poi rivolgere nuovamente la sua attenzione a Celeste con uno sorriso premuroso. Le cuoche più vicine intanto sussurravano a mezza voce, consultandosi tra di loro per qualche indizio sull’identità della fanciulla che, sola da quando la più anziana di loro lavorava per la Signora, poteva chiamarla per nome e alla quale — fatto ancor più singolare — la Signora si rivolgeva sempre con premura. Le loro chiacchiere furono interrotte da un’occhiata di Emily che le gelò sul posto nel preciso istante in cui un ragazzo che poteva avere forse un paio d’anni più di Celeste entrò nella cucina.

Non superava Celeste in altezza, si rese conto la fanciulla mentre il ragazzo si avvicinava nell’improvviso silenzio della cucina, il che non fece che ricordarle quanto sbagliata fosse la sua spropositata altezza. In compenso era persino più magro di lei, era biondo ed era…

«Bartiii!» esclamò Emily quando fu a portata di stritolamento, mettendogli un braccio attorno alle spalle. «Ti presento Celestiiiiina! Che tu» rinforzò il concetto con uno sguardo torvo «aiuterai a fare la torta più belliiiiissima che si sia vista mai!»

«Ehm…» dissero quasi in contemporanea Celestiiina e Baaaarti.

«Perfetto!» troncò Emily «Allora andate, andate, su!»

Celeste era talmente scioccata dall’apparizione di Baaaarti da dimenticare quasi di consegnare a Emily l’ultimo messaggio.

«Emily!» si girò di scatto sull’uscio della porta e tornò indietro a grandi falcate, lasciando Baaarti imbambolato «Verresti anche tu alla festa?» la donna esibì un sorriso che voleva dire ‘ma ceeeeerto caaaara!’ «E… verresti a casa del Maestro Oreste per le misure del costume? È una festa mascherata…»

«Oh, caaaara! Sicuroo che vengo! Non vedo l’ora di vedere uno dei tuoi spleeeeendidi costumi! Anzi, vengo ora; non ci vorrà molto, no?» per tutta risposta, Celeste le buttò le braccia al collo. Dopo qualche istante, però, non poté trattenersi dal sussurrarle all’orecchio:

«Ehm… Emily? Chi è Baaaarti?»

Emily si sciolse dall’abbraccio e la guardò con un sorriso sornione.

«Mio figlio.»

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